FERTILIAS – Strategie green di biorisanamento dei suoli per una migliore gestione idrica, dei fertilizzanti e dei pesticidi
Beneficiario: Consorzio Interuniversitario Nazionale per le Scienze Ambientali
Beneficiario: Consorzio Interuniversitario Nazionale per le Scienze Ambientali
Il progetto si propone di individuare una metodologia di misura della biodiversità che si adatti alle realtà aziendali a prevalente indirizzo zootecnico, la valutazione delle esternalità della biodiversità nei confronti dei servizi ecosistemici e la produzione di un supporto informatico, disponibile via web.
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Video del progetto Geco2 – Green economy and CO2 – finanziato dal Programma Italia-Croazia. Il pianeta è in pericolo. Il progetto GECO2 introduce misure innovative per monitorare e abbattere le emissioni di CO2 attraverso un’efficace cooperazione transnazionale. GECO2 si rivolge direttamente al settore agricolo, invitandolo a adottare pratiche agricole sostenibili e mettendolo a confronto con le aziende di produzione e servizi al fine di avviare e sperimentare un mercato volontario di crediti di carbonio, con benefici sia da un punto di vista economico che ambientale. Obiettivo generale del progetto GECO2 è avviare un innovativo sistema interregionale nell’area Adriatica per potenziare il monitoraggio del cambiamento climatico, sperimentare pratiche di agricoltura eco-compatibile e lanciare un nuovo mercato volontario di carbonio, anche fra piccoli e medi “emettitori”.
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La piattaforma continentale adriatica delimitata tra la Croazia e l’Italia è uno dei mari con la più alta produttività e biodiversità e ospita habitat che richiedono speciali misure di conservazione e gestione perché è anche fortemente influenzata da attività umane come la pesca, l’acquacoltura, il turismo e l’estrazione di idrocarburi. Oltre a questi diversi interessi, quest’area è anche gravemente colpita da rischi ambientali come quelli indotti dal riscaldamento globale. Informazioni affidabili e aggiornate sullo stato delle risorse marine sono essenziali per supportare decisioni di gestione per la protezione di aree ecologicamente importanti. Il progetto Sushi-drop propone l’adozione di droni, cioè veicoli subacquei senza equipaggio dotati di sensori per monitorare le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche degli ambienti marini. In questo video vediamo le operazioni svolte durante le prime missioni di Blucy, il drone sottomarino realizzato per consentirci di mappare gli ecosistemi marini in modo non invasivo. Grazie ai Fondi europei del progetto Interreg Italia – Croazia è stato possibile equipaggiare il drone con moderni strumenti scientifici e condurre con successo attività di rilievo su entrambe le coste del mare Adriatico.
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La presentazione illustra il progetto di Francesca Soavi del Dipartimento di Chimica dell’ Università di Bologna, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con risorse del Fondo sociale europeo, finalizzato allo sviluppo di sistemi elettrochimici di accumulo dell’energia di nuova generazione a basso impatto ambientale e dei relativi convertitori elettronici di potenza per la ricarica e l’utilizzo dell’energia accumulata.
Il principale risultato del progetto è consistito nella formazione di una figura tecnico-scientifica altamente specializzata con competenze trasversali nell’ambito dei materiali, dei processi produttivi sostenibili, della gestione e monitoraggio e dell’interfacciamento per sistemi di accumulo elettrochimici dell’energia per applicazioni che vanno dalla mobilità elettrica all’accumulo di energia da fonti rinnovabili.
Un breve video in seguito al Transnational Project Meeting tenutosi a Lubiana, raccogliendo le preziose testimonianze dei partecipanti. Inoltre, si sono effettuate delle riprese all’interno dell’edificio pubblico nel quale è stata avviata la campagna di sensibilizzazione dei dipendenti diretta ad influenzare le scelte quotidiane per una rapida svolta green.
L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna partecipa al progetto TARGET-CE, un progetto per capitalizzare e sfruttare le soluzioni di efficienza energetica attraverso la cooperazione nelle città dell’Europa centrale, perché vengano applicati sul territorio alcuni dei risultati di successo in tema di efficienza energetica ottenuti da precedenti progetti europei. L’obiettivo principale è la riduzione dell’impronta ecologica nell’Europa centrale aumentando l’uso delle energie rinnovabili, migliorando l’efficienza energetica e sfruttando al contempo il potenziale di crescita economica del settore energetico.
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Il video presenta il progetto di ricerca che Elena Guidi ha sviluppato all’Università di Bologna grazie al finanziamento ricevuto dalla Regione Emilia-Romagna con risorse del Fondo sociale europeo.
Il progetto ha studiato un sistema per ottimizzare l’uso dei fertilizzanti azotati e mitigare l’impatto ambientale, attraverso lo sviluppo di nuovi inibitori dell’enzima ureasi, un componente dei fertilizzanti che produce emissioni di ammoniaca nell’atmosfera.
Gli inibitori dell’ureasi sono stati preparati utilizzando biomasse di scarto, in linea con i principi dell’economia circolare. E’ state testata anche la compatibilità ecologica, tramite test di tossicità su piante ed fauna del suolo.
Il video presenta i principali risultati conseguiti dal progetto ICARUS, in particolare le azioni pilota che hanno testato servizi e misure di mobilità sostenibile inerenti all’utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili, anche legate con le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Si dà risalto a ciascuna misura, in particolare quella di Emilia-Romagna (min 2:52) e del suo funzionamento di conteggio del risparmio in termini di CO2, COV, PM e NOX. In più, i disegni presentati al min 3:33 sono stati fatti da studenti coinvolti in attività di comunicazione sul territorio.
ICARUS mira a promuovere collegamenti intermodali nella regione Adriatico-Ionica. Intende infatti stimolare il cambiamento di mentalità nella mobilità basandosi sul concetto “Mobilità come Servizio”, dove i bisogni individuali degli utenti sono al centro dei servizi di trasporto. I partner del progetto attueranno 8 attività pilota e casi di studio offrendo soluzioni come armonizzazione degli orari, car/bike sharing, soluzioni ICT per un maggiore flusso d’informazioni, sistemi di pagamento integrati e multimodali, pianificazione dinamica del viaggio e servizi intermodali transfrontalieri.
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Lo sfruttamento delle foreste coi metodi attuali riduce lo stock di carbonio organico e riporta in atmosfera l’anidride carbonica, principale causa dei cambiamenti climatici in atto. Attraverso la fotosintesi le piante sequestrano anidride carbonica e la trasformano in sostanza organica. Con il progetto INSCAPE stiamo lavorando nelle faggete dell’Appennino per perfezionare le modalità di gestione del bosco, aumentare la capacità di sequestrare e stoccare carbonio e contribuire a mitigare i cambiamenti climatici.
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Beneficiario: UNIMORE – BIOGEST – SITEIA
Beneficiario: I.TER soc. coop a r.l.
Il progetto Efflics intende ridurre, e in prospettiva di eliminare, l’utilizzo di olii minerali e di fluidi sintetici non ecocompatibili, incrementando l’impiego di fluidi maggiormente compatibili con l’ambiente (degradabili e non tossici) per tutte quelle attività industriali, agricole, edili e civili che richiedono l’impiego di macchinari di medio-grande potenza specifica. Questo obiettivo comporta di ripensare completamente la progettazione di tutti i componenti e sottosistemi coinvolti, per tenere conto delle caratteristiche di fluidi biodegradabili.
Il progetto prevede lo sviluppo di metodologie di simulazione avanzate per la progettazione di macchine volumetriche operanti con fluidi eco-friendly, di un sistema per la verifica sperimentale dello stato di salute dei fluidi e di una metodologia idonea a determinarne, al variare delle condizioni, il ciclo di vita utile. Realizzato da 4 laboratori di ricerca industriale (MechLav dell’Università di Ferrara, InterMech dell’Università di Modena e Reggio Emilia, CNR Stems e CNR Istec), il progetto è partecipato da 3 imprese (Dana Brevini, Oil Safe e ZF Group).
Maggiori informazioni sul sito del Laboratorio MechLav
Esempio di “CARTOLINE PARLANTI” prodotte al fine di divulgare le tematiche trattate all’interno del GOI enfatizzando, in particolare, il ruolo che i castagneti tradizionali emiliano-romagnoli hanno nel sequestro di carbonio. Tramite l’utilizzo di QR code è possibile ascoltare un breve audio divulgativo. Le cartoline sono state diffuse durante le iniziative organizzate dal GOI.
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Climathon Piacenza è un percorso di idea generation organizzato dal Laboratorio aperto di Piacenza, che ha coinvolto il 29 e 30 ottobre 2021 studenti e giovani professionisti, istituzioni locali e stakeholder in una discussione attorno a sfide che riguardano la mobilità sostenibile urbana, per stimolare l’identificazione di soluzioni innovative. Si tratta di una declinazione a livello cittadino del Climathon, iniziativa organizzata a livello globale da EIT Climate KIC per sensibilizzare i cittadini sui temi della sostenibilità e fornire supporto alle città in cerca di soluzioni alle sfide che il cambiamento climatico pone.
L’iniziativa rientra nel programma delle attività del Laboratorio aperto di Piacenza, spazio urbano dedicato all’innovazione, fruibile dai cittadini e dalle imprese, che promuove ed ospita attività di formazione, eventi cittadini e sperimentazione di tecnologie all’avanguardia, uno dei dieci luoghi della Rete dei Laboratori aperti dell’Emilia-Romagna.
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